Il ditale

Parliamo di uno strumento che per millenni ha agevolato il lavoro di tantissime donne e tantissimi uomini, di tutti i ceti sociali, permettendo la creazione di vere opere d’arte: il ditale.
Questo utile strumento di supporto per il lavoro di cucito ha variato poco la sua forma nel corso del tempo, mentre assistiamo ad una notevole variazione nel materiale in cui vengono realizzati…
Erano usati fin da tempi remoti (ne hanno trovati anche negli scavi di Pompei) e non solo in Europa: è stato ritrovato un ditale in una tomba a Jiangling in Cina, relativo alla dinastia Han (206 a.C. – 202 d.C.)

 

(ditali in bronzo, precristiani)
(ditali in bronzo del X° secolo ritrovati nel nord dell’Afganistan)

Nel Medioevo i ditali erano principalmente in ottone e bronzo, siamo sotto forma di ditale completo di calotta, che sotto forma di anello; venivano fabbricati in due maniere:
A fusione del ditale o dell’anello completo
A battitura dalla lamiera di pezzi preformati (calotta e anello).
A partire dal XVI° secolo vedremo poi arrivare la tecnica dell’imbutitura (ossia, da un disco di metallo formare il ditale in varie fasi). Prima ciò non era possibile, in quanto l’imbutitura richiede una composizione particolare del metallo, che prima non era ottenibile (una percentuali di zinco sbagliata nella lega non permette la realizzazione del pezzo).
(ditali medievali)

Non di tutti i ditali ci sono rimasti i pezzi originali. Ad esempio nel caso del ditale di Tannenberg (che prende il nome dalla città dove è stato rinvenuto, rasa al suolo nel 1399) vediamo una calotta più appuntita e una zigrinatura forata; ma il pezzo è stato distrutto nel rogo del museo di Darmstadt dove era conservato fino alla Seconda Guerra Mondiale, e quindi ne abbiamo solo più delle raffigurazioni.
(ditale di Tannenberg)
(fabbricante di ditali, XIV° secolo)
                                                (reperti da cucito di Costanza, città tedesca sulle rive del lago omonimo, XIV° secolo)

Nel Cinquecento il ditale inizia ad essere uno strumento più “vezzoso” e non più solamente da lavoro, per cui assistiamo alla comparsa di alcune decorazioni.
                                                (ditali di Norimberga della seconda metà del XVI° secolo)
Nel 1693 assistiamo al passaggio dalla fabbricazione artigianale del ditale a quella industriale, quando l’olandese John Lofting crea la sua fabbrica a Islington (Londra) e successivamente la trasferisce anche nel Buckinghamshire per sfruttare l’energia dell’acqua nella lavorazione.

I ditali nel corso del tempo inizieranno ad essere molto decorati, in materiali preziosi e in porcellana dipinta.
(ditale persiano in oro, con testa in argento, del XVIII° secolo)
(ditale in oro smaltato, dalla Persia del XIX° secolo, con il ritratto di una sposa)
(anelli turcomanni della metà del XIX° secolo, rispettivamente in oro e argento, con turchesi e corniole di decorazione, probabilmente parti di corredi matrimoniali)

In Russia invece vengono sviluppati vari stili nella realizzazione dei ditali; vediamo alcuni esempi:
-niello (tipico della città di Veliky Ustiug): la tecnica di realizzazione di queste decorazioni prende il nome dalla polvere utilizzata per la decorazione; abbiamo una base di argento che viene incisa e poi coperta con il “niello”, ossia una lega di ossido di zolfo, argento, rame e litargirio
-rame smaltato (tipico della città di Rostov)
-incisione (tipico della città di Holmogori): realizzati intagliando ossa di bestiame o anche zanne di tricheco
-ceramica smaltata (tipica della regione di Gzhel): si usavano inizialmente vari colori, ma a partire dalla fine del XVIII° secolo inizierà a prevalere il bianco e blu
-matryoshka: ricordiamoci che la prima bambola matryoshka nasce nel XIX° secolo, tutti i ditali ispirati a questa tradizionale bambola russa sono quindi successivi
(niello)
  (rame smaltato)
(incisione)
(ceramica smaltata)
(matryoshka)
Lasceremo da parte la questione delle chatelaines, a cui spesso erano anche attaccati degli accessori da cucito, in quanto ne abbiamo già parlato in un altro articolo.

https://www.ilrocchettoincantato.it/la-chatelaine/

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